Qualcosa si muove. Sembra che il marchio IGP per il maialetto sardo stia per diventare realtà. Quali caratteristiche avrà il maialetto sardo IGP e quali vantaggi porterà il nuovo riconoscimento? Vediamolo assieme.
Il marchio IGP
Acronimo di Indicazione Geografica Protetta, il marchio IGP identifica chiaramente e senza possibilità di errore, la provenienza geografica, ossia territoriale, di un prodotto. Parlare di Prodotto IGP, significa parlare di un prodotto realizzato secondo un disciplinare specifico e spesso con materie prime provenienti da una specifica area geografica. In realtà l’IGP identifica un prodotto in cui almeno un processo di produzione sia svolto nel territorio localizzato, a seconda del disciplinare, in ogni caso identifica un legame forte e unico tra prodotto e territorio. Nel disciplinare solitamente vengono indicati dei limiti riguardanti prima di tutto la zona di produzione, poi la provenienza delle materie prime, e in determinati casi i processi indispensabili per poter dare al prodotto finale il marchio IGP.
I vantaggi del marchio sono legati alla lotta alla contraffazione. Per potersi fregiare del marchio IGP il produttore deve comunque sottoporsi a una serie di controlli che certifichino la corretta applicazione del disciplinare in tutti i suoi aspetti. Nessun prodotto, quindi, può fregiarsi del marchio IGP senza aver seguito le “istruzioni” per ottenerlo e mantenerlo nel tempo. In Sardegna esistono già prodotti IGP, basti pensare ai culurgiones, alle sebadas e all’agnello, e adesso si vorrebbe ottenere lo stesso marchio per il maialetto sardo.
Il maialetto sardo IGP
La meta è ancora lontana, si spera non tanto, ma il percorso è iniziato. Il maialetto sardo IGP non è più un sogno ma una realtà che nel tempo diventerà solida. Il primo passo è stato la costituzione del comitato promotore per il riconoscimento del marchio di tutela IGP per il maialetto. Promotore dell’iniziativa è la Coldiretti Sardegna, che specifica come questo processo miri a evitare che il maialetto allevato fuori dalla Sardegna venga spacciato per sardo. Il prossimo passo sarà la costituzione del consorzio per la tutela del marchio.
Attenzione: probabilmente, in rete, avrete già trovato maialetti IGP, venduti spesso da store on line che non sono nemmeno sardi. Ebbene, sappiate prima di tutto che a oggi il maialetto sardo IGP non esiste, e che l’utilizzo improprio del marchio è configurabile a tutti gli effetti come frode. Diffidate dalle imitazioni, sempre.
Ma torniamo a noi: oggi non esiste, ma un domani troverete nelle macellerie sarde il vero maialetto sardo IGP. Maialetto, maialino, porcetto, porchetto, si presume che anche il nome sarà protetto e identificato con precisione. La sostanza però non cambierà. Stiamo parlando di un prodotto che non subisce grandi trasformazioni, pertanto il disciplinare si concentrerà sull’origine e sull’allevamento del maialino. Già è possibile sapere che il maialetto sardo IGP dovrà essere nato e allevato in Sardegna, punto forte, indispensabile e imprescindibile, come giusto che sia. Altro punto fermo del disciplinare sarà la distinzione per fasce di peso del prodotto. Avremo quindi i seguenti prodotti protetti dal marchio IGP:
- maialino da latte: nato e allevato in Sardegna, dovrà pesare tra i 5 Kg e i 10 Kg;
- maialino leggero: nato e allevato in Sardegna, dovrà pesare tra i 10 Kg e i 15 Kg;
- porchettone: nato e allevato in Sardegna, dovrà pesare tra i 15 Kg e i 25 Kg.
Per quanto riguarda i pesi superiori, al momento, non è prevista alcuna tutela IGP, ma non è detto che ci si arrivi in futuro, magari anche in considerazione dei risultati legati al maialetto sardo IGP. I nostri maialetti posseggono già, pur senza avere ancora il marchio IGP, i requisiti previsti dal futuro disciplinare, sia per quanto riguarda provenienza e allevamento, sia per quanto riguarda i pesi a crudo. Il peso del prodotto cotto è un discorso a parte (potete leggerne qua), però sappiate che, a oggi, potete già provare in prima persona come sarà domani il maialetto sardo IGP arrosto, cotto allo spiedo e con i tempi giusti, come tradizione insegna.
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